La donazione di plasma è ancora spesso sottovalutata ma in realtà questo emocomponente è indispensabile per produrre medicinali “salva-vita” che non potremmo avere in altro modo.
Il plasma si ottiene dalla scomposizione del sangue ma può essere donato in maggiori quantità tramite una procedura chiamata aferesi: attraverso una macchina il sangue viene separato nei suoi componenti, il plasma viene trattenuto e gli elementi cellulari (globuli rossi e piastrine) vengono immediatamente restituiti al donatore. La procedura dura circa 50 minuti.
Si tratta di una donazione che non porta a un depauperamento di globuli rossi e quindi dei valori di emoglobina, il plasma inoltre è composto per oltre il 90% da acqua per cui, attraverso una buona idratazione, in 72 ore avviene il pieno recupero dalla donazione.
Per questo motivo la plasmaferesi viene consigliata a chi ha valori di emoglobina non sufficienti per donare sangue intero (come le donne e i microcitemici), ai gruppi AB Rh poritivo e negativo perché donatori “universali” di plasma. Ma ogni donatore può inserire una o più donazioni di plasma nel corso dell’anno: basta attendere 30gg dall’ultima donazione di sangue intero e 14 gg da quella di plasma.
Perché donare plasma? Perché attraverso la sua lavorazione industriale possono essere prodotti numerosi farmaci (plasmaderivati), che in alcuni casi rappresentano dei veri e propri “salva-vita”, forniti gratuitamente ai pazienti dal Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di un vero e proprio “circolo virtuoso” di cui tutti possiamo fare parte.
