Conservazione del sangue

Le procedure di raccolta, preparazione e conservazionedegli emocomponenti hanno lo scopo di:

  • garantire la sopravvivenza, la funzione, quindi la qualità degli emocomponenti;
  • impedire che si verifichino modificazioni lesive per ognuno dei prodotti;
  • prevenire la proliferazione batterica.

Tutto ciò si ottiene grazie all'uso di soluzioni anticoagulanti/conservanti che forniscono il nutrimento necessario per i processi metabolici degli elementi cellulari durante la conservazione che avviene a diverse temperature secondo il tipo di emocomponente:

  • le piastrine a temperatura ambiente, +20/22°C e in agitazione continua per evitare fenomeni di aggregazione piastrinica, per un massimo di 5/7 giorni;
  • il sangue intero e i concentrati eritrocitari tra i + 2°C e i + 6°C, in frigoriferi a temperatura controllata costantemente, per un massimo di 35/42 giorni a seconda della soluzione additiva presente nella sacca;
  • il plasma temp. inferiori a -18°C e se la temperatura è costantemente inferiore a -30°C, può essere conservatofino a un periodo massimo di 12 mesi.
Il Laboratorio Trasfusionale

Il laboratorio del trasfusionale svolge sull'unità prelevata le indagini immunoematologiche e sierologiche atte ad escludere il più possibile con i mezzi a disposizione le malattie trasmissibili con il sangue e sul paziente indagini volte a stabilire la compatibilità trasfusionale.

Al donatore vengono determinati:
  • il gruppo sanguigno e il suo assetto fenotipico completo,
  • anticorpi irregolari che potrebbero determinare reazioni trasfusionali,
  • Antigene Australia pe escludere lo stato di portatore o il soggetto infetto da epatiteB,
  • Anticorpi anti HCV,
  • Anticorpi anti HIV 1e2,
  • TPHA per escludere la sifilide,
  • Transaminasi, per evidenziare stati di epatopatie ad anticorpi anti HCV negativi
Ciò viene ripetuto ad ogni donazione.

Nonostante tutte le precauzioni adottate nella selezione, si può correre il rischio di prelevare un donatore nel periodo finestra di un infezione virale da HCV o da HIV, dal momento che le metodiche in uso di screening in immunoenzimatica svelano gli anticorpi presenti già formati ma non gli antigeni virali e quindi il soggetto infetto che ancora non ha formato anticorpi.
Nel caso in cui un donatore sia positivo la determinazione viene ripetuta una seconda volta e successivamente vengono utilizzate metodiche volte alla ricerca degli antigeni virali in radioimunoblotting definite indagini di conferma. Nel caso di risultato dubbio si lascia il donatore in ossevazione ripetendo dopo tre mesi i tests, sospendendolo dalla donazione e successivamente se il dato si conferma si procede alla determinazione del RNA virale con metodiche di biologia molecolare che permette di ridurre ulteriormente il periodo finestra e quindi i rischi.

Nuove norme stabiliranno l'obbligatorietà della determinazione in molecolare del genoma virale come già avviene per gli emoderivati prodotti da ditte farmaceutiche, anche se il costo di queste tecniche è elevato.
Sul ricevente le indagini da eseguire comprendono:

  • la corretta identificazione del ricevente e dei relativi campioni di sangue e risalire alle eventuali indagini già effettuate sul paziente nel SIT,
  • determinazione del gruppo ABO e del fenotipo RH,
  • scelta del prodotto compatibile ABO e RH,
  • ricerca degli anticorpi irregolari nel paziente,
  • prova di compatibilità tra il siero del paziente e le emazie del donatore,
  • etichettatura e distribuzione dell'emocomponente
Queste indagini sono mirate:
  • a evitare errori di attribuzioni di gruppo
  • a svelare la presenza di anticorpi che potrebbero lisare le emazie del donatore

L'attività degli ematologi trasfusionisti deve essere mirata a verificare la reale necessità della trasfusione richiesta dai medici curanti sia che si parli di emocomponenti o emoderivati, pertanto la richiesta di terapia trasfusionale deve essere completa sia dei dati anagrafici e anamnestici del paziente (pregresse trasfusioni, gravidanze, etc.) sia della diagnosi e del motivo per cui si richiede la trasfusione.
Il campione del sangue del paziente e una parte delle emazie del donatore vengono conservate per almeno 7 giorni in frigo nel caso avvenisse qualsiasi problema alla trasfusione.

Distribuzione del sangue

La consegna dell'unità da trasfondere richiede le stesse procedure atte a ridurre gli errori di attribuzione.
Per ogni emocomponente deve essere compilato un modulo in cui indicare :

  • Nome, cognome, gruppo del ricevente;
  • Esito della ricerca degli anticorpi
  • Numero di identificazione del donatore, gruppo ABO e fattore RH;
  • Risultato della prova di compatibilità;
  • Numero della sacca.

Sull'emocomponente deve essere apposto il nome del paziente, va controllato lo stato del prodotto che non deve presentare anomalie, la data di scadenza.
Durante il trasporto il sangue deve essere mantenuto alla temperatura corretta in contenitori di polistirolo per es. contenenti un adeguato materiale refrigerante non cubetti di ghiaccio o mattonelle refrigeranti a diretto contatto con le unità altrimenti si rischia l'emolisi.

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