chi siamo
Attivitą Ematos
Donazione
Link
Contattaci
Sostienici
 
5 dicembre: "Giornata Internazionale del Volontariato "

Ma il volontariato serve ancora?
Molti non ne sembrano convinti, oppure sembrano convinti che sia utile solo per obiettivi minimi e concreti: contenere i costi dei servizi, arginare il malcontento di un po’ di gruppi sociali, pulire qualche spiaggia.

La pubblica amministrazione spesso lo considera troppo frammentato e povero di risorse per essere affidabile; le grandi centrali della società civile lo considerano troppo poco potente perché possa uscire dalla marginalità cui è condannato anche nel terzo settore; non sempre il settore privato ne ricava sufficiente ritorno di immagine.

All’Assemblea del Volontariato Italiano, che si svolge il 4 e il 5 dicembre a Roma, parleranno in tanti: esperti, amministratori, rappresentanti. Sono previsti gli interventi di tutte le organizzazioni più grandi, chissà se almeno alcune delle piccole riusciranno a prendere la parola.

L’occasione, comunque è importante. Speriamo non si riduca al solito palcoscenico di lamentele e rivendicazioni.

Oggi il volontariato è più che mai importante. Sa che questa crisi economica, di cui tutti parlano è cominciata già da alcuni anni, da quando hanno iniziato ad allungarsi le file davanti alle mense e a crescere le richieste di aiuto provenienti dai nuovi poveri e dai lavoratori che non arrivano alla fine del mese. Sa che, anche se si riassesteranno le finanze mondiali e la disoccupazione smetterà di aumentare, c’è una crisi più profonda che crea povertà, disagio ed emarginazione. Sa che, anche se viviamo in una società che si illude di essere vincente, a tutti può succedere, da un momento all’altro, di avere bisogno di aiuto.

Ti separi, non hai più casa, i mille euro al mese non ti permettono di pagare gli alimenti alla moglie e mantenere una casa per te. Ti capita un figlio con un grave disagio mentale, non trovi nessuno che ti aiuti a sostenere il peso, tua moglie va in depressione e dopo un po’ non ce la fai più. Sei immigrato, perdi il lavoro, passi al nero, diventi clandestino, ma tuo figlio è nato in Italia, non tornerebbe mai indietro con te… E così via.

Fragilità che si sommano, storie che non permettono di incasellare le persone in un bisogno classificabile sotto un’unica etichetta. I servizi sociali e sanitari nel migliore dei casi le vedono, ma non riescono a codificarle. E quindi non riescono a intervenire adeguatamente.
Il volontariato le vede, se ne fa carico, le accompagna in un percorso che tocca tante tappe, tanti interventi, tanti operatori, in cui la cosa più difficile è far sì che la persona riesca a tirare le fila della propria vita.

E se si scoprisse che il più adatto a fare questo è proprio il volontariato delle piccole organizzazioni, quelle più radicate sul territorio, quelle che stanno non solo in ogni città, ma in ogni paese, in ogni strada? Quelle 20mila organizzazioni che costituiscono un tessuto di cui il territorio non potrebbe fare a meno.

Il problema è che a scoprirlo non dovrebbero essere loro, i volontari, ma tutti gli altri, sempre pronti ad additare i limiti delle organizzazioni, a chiedere più rendicontazioni, più adempimenti, più garanzie, più burocrazia…

E mai nessuno che chieda ai volontari di continuare a essere se stessi.

Quanti siamo
Il Volontariato è una straordinaria risorsa, libera e variegata, di solidarietà, impegno civile e coesione sociale in un mondo che si presenta ogni giorno più complesso e plurale.

Le organizzazioni di volontariato costituiscono un universo ampio, articolato e differenziato, indicando realtà sociali organizzate, caratterizzate dalla compresenza di tre elementi: volontarietà della partecipazione, gratuità dell’impegno e finalità altruistiche. Intervengono in settori diversi: dalla sanità ai servizi sociali, dalla cultura alla protezione civile, alla tutela ambientale.

A 18anni dalla legge quadro 266/1991, con cui lo Stato riconosce il valore sociale e la funzione del volontariato e ne promuove lo sviluppo, qual è la sua dimensione nel Lazio?

Il 5 dicembre, Giornata Internazionale del Volontariato, ci offre l’occasione di dare qualche numero del volontariato laziale.

Le associazioni iscritte al Registro Regionale del Volontariato del Lazio sono 1577.

Distribuzione per Provincia e per sezione delle Organizzazioni di Volontariato iscritte:

Fonte: Cesv-Spes 2009

Il volontariato assolve ad una duplice missione: si pone come promotore della cultura e della prassi della solidarietà da un lato, e come agente di mutamento sociale, dall’altro.

La capillare presenza nei territori consente spesso al volontariato di anticipare le istituzioni nell’analisi dei bisogni e nella sua traduzione in interventi e risposte concrete.

Una grande forza, da valorizzare sempre di più rendendo consapevoli cittadini e istituzioni del peculiare ruolo sociale e culturale dell'associazionismo.

 

Raccolta sangue: il Lazio verso l'autosufficienza

Ma il volontariato serve ancora?

   

Piazza Fatebenefratelli, 2 - Isola Tiberina - 00186 Rm - tel. 06.6837817 - fax 06.68135300 - C.F. 96248720581 - ass.ematos@virgilio.it